Cittadinanza con status di rifugiato
Cittadinanza con status di rifugiato

L’art. 10 comma 3 della Costituzione prevede che «lo straniero al quale sia impedito l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge».
Dottrina e giurisprudenza affermano che si tratta di un diritto soggettivo perfetto all’ingresso e al soggiorno nel territorio italiano, almeno al fine della presentazione della domanda di asilo, riconosciuto allo straniero e all’apolide, al quale nel suo Paese sia effettivamente impedito l’esercizio anche di una sola delle libertà garantite dalla Costituzione italiana, diritto immediatamente azionabile anche in mancanza delle leggi ordinarie che fissino alcune condizioni per il suo esercizio (Cass. civ. Sez. Un. 12 dicembre 1996, n. 4674/97).

L’art. 10 Cost. estende quindi i valori fondamentali del nostro ordinamento, come libertà, uguaglianza e giustizia, anche agli stranieri che non abbiano la possibilità di goderne nei loro Paesi.
Ciò spiega il diritto d’asilo, e cioè il diritto dello straniero di soggiornare nel territorio italiano per sfuggire alle persecuzioni politiche del Paese d’origine ed esercitare i diritti e le libertà sancite dalla Costituzione italiana e negate dallo Stato di appartenenza.

Cittadinanza italiana dopo 5 anni

Chi ha ottenuto lo status di rifugiato politico gode di particolari agevolazioni, tra cui l’ottenimento della cittadinanza già dopo 5 anni di residenza sul territorio italiano.
Più nello specifico, il calcolo dei 5 anni parte già dalla data di compilazione del modello C3.

Non sono necessari gli stessi requisiti previsti per l’iter classico di cittadinanza: non bisognerà esibire il certificato di nascita o il certificato penale del proprio Paese di origine, ma è richiesta l’assenza di procedimenti penali o condanne per reati commessi in Italia o all’estero.

Infatti se richiedente cittadinanza sia titolare dello status di rifugiato, quest’ultimo può sostituire il certificato di nascita e il certificato penale con un atto notorio.

Cos’è l’atto di notorietà

L’atto di notorietà è uno strumento che dimostra specifici fatti o circostanze. Si tratta di atti redatti da pubblici ufficiali (notai, cancellieri, ecc.) e fanno fede fino a querela di falso.
Serve ad attestare ufficialmente determinati eventi, stati o qualità personali.
Ad esempio, l’atto di notorietà è utilizzato per certificare la nascita oppure la morte di una persona. Deve essere fatto in presenza di due testimoni, maggiorenni e muniti di un valido documento di riconoscimento.

Nel caso di richiesta di cittadinanza da parte del titolare di status di rifugiato, l’atto notorio sostituirà il certificato di nascita e quello penale. In questi casi l’atto notorio, formato in Tribunale nella cancelleria della volontaria giurisdizione, si dichiarano ufficialmente le proprie generalità, di non aver riportato condanne penali né di avere procedimenti penali a carico nel proprio Paese d’origine.

Esiste anche una procedura più semplice: quella per ottenere la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che può essere resa dinnanzi al sindaco o al segretario comunale.
Sia il deponente che i testimoni devono godere dei diritti civili e devono essere in possesso di un documento di identità valido.

Documenti necessari

  • atto di notorietà, rilasciato dal Tribunale o dal Comune, sostitutivo del certificato di nascita e del certificato penale del paese di origine;
  • permesso di soggiorno che attesti lo status di rifugiato;
  • dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni;
  • regolare pagamento dei tributi degli ultimi 3 anni;
  • ricevuta di pagamento di 250€ da versare sul c.c. 809020 intestato al Ministero dell’Interno, causale: Cittadinanza;
  • marca da bollo da 16€;
  • atto di notorietà rilasciato dal Comune o dal Tribunale;
  • documento di riconoscimento (passaporto/carta d’identità);
  • titolo che attesti la conoscenza della lingua italiana di livello B1.

Tutta la documentazione deve essere allegata alla domanda: il Ministero dell’Interno si pronuncerà – grazie al nuovo decreto Lamorgese – entro 2 anni, prorogabili fino a 3.
Gli stessi documenti dovranno essere poi riprodotti al momento del giuramento, che dovrà avvenire entro 6 mesi dal d.p.r. di concessione della cittadinanza.

Prima di procedere con la richiesta di cittadinanza, è necessario essere in possesso dell’identità digitale SPID, ti servirà per accedere al portale del Ministero dell’Interno.
Qui ti spieghiamo come richiederla.

Ho la protezione sussidiaria, posso chiedere la cittadinanza dopo 5 anni?

Purtroppo no, chi possiede la protezione sussidiaria, umanitaria o altri titoli di soggiorno, può chiedere la cittadinanza per residenza o per matrimonio.
Verifica se sei in possesso dei requisiti per chiedere la cittadinanza cliccando qui.

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