Cittadinanza italiana per residenza: come si ottiene, reddito e documenti richiesti

Data ultimo aggiornamento: 04.07.2026

La cittadinanza italiana per residenza è concessa con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, al termine di un procedimento amministrativo disciplinato principalmente dall’art. 9 della Legge n. 91/1992.

Questo tipo di cittadinanza è destinato ai cittadini stranieri che abbiano stabilito un rapporto stabile e duraturo con il territorio italiano, dimostrato attraverso un periodo minimo di residenza legale, continuativa e ininterrotta nel Paese.

Requisito principale: residenza legale in Italia

Il requisito fondamentale per richiedere la cittadinanza per residenza è il possesso di un determinato periodo minimo di residenza legale in Italia, che varia in base alla situazione giuridica del richiedente.

I principali casi previsti dalla legge sono i seguenti:

Periodi minimi di residenza richiesti

  • 10 anni di residenza legale per i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione Europea (art. 9, lett. f, Legge 91/1992)
  • 4 anni di residenza legale per i cittadini dell’Unione Europea (art. 9, lett. d, Legge 91/1992)
  • 5 anni di residenza legale per:
  • 5 anni di residenza legale dall’adozione per lo straniero maggiorenne adottato da cittadino italiano (art. 9, lett. b)
  • 5 anni di residenza legale per il figlio maggiorenne di cittadino straniero che ha acquisito la cittadinanza italiana (naturalizzazione), calcolati dalla data di acquisto della cittadinanza del genitore
  • 3 anni di residenza legale per:
    • gli ascendenti in linea retta di cittadini italiani per nascita (genitori o nonni)
    • gli stranieri nati in Italia che non abbiano potuto o voluto esercitare il diritto di acquisto della cittadinanza previsto dall’art. 4 della legge n. 91/1992 (art. 9, lett. a)
  • 5 anni di servizio alle dipendenze dello Stato italiano, anche prestato all’estero (art. 9, lett. c)

Documenti cittadinanza italiana per residenza

  • estratto dell’atto di nascita tradotto in lingua italiana con l’indicazione della paternità e maternità del richiedente, e legalizzato dall’autorità diplomatica o consolare italiana dello Stato del richiedente;
  • copia del passaporto o della carta di identità in corso di validità;
  • copia del permesso di soggiorno in corso di validità;
  • certificato storico di residenza;
  • autocertificazione dello stato di famiglia attuale compilato e firmato;
  • modello CU, Unico e modello 730 (degli ultimi tre anni) a seconda della posizione lavorativa del richiedente. Attenzione: colf, badanti e collaboratori domestici devono, invece, presentare l’estratto conto Inps;
  • attestato di conoscenza della lingua italiana di livello pari ad almeno B1, rilasciato da un istituto scolastico pubblico o parificato;
  • certificato penale rilasciato dal Paese di origine e di eventuali Paesi terzi con relative traduzioni in lingua italiana (non è richiesto per chi è entrato in Italia prima dei 14 anni);
  • copia del versamento del contributo di €250,00 sul c/c n.809020 intestato a MINISTERO INTERNO D.L.C.I. CITTADINANZA con causale CITTADINANZA – CONTRIBUTO DI CUI ALL’ART.1 CO.12, LEGGE 15 LUGLIO 2009 N.94 (è anche possibile pagare l’importo online, sulla piattaforma della cittadinanza);
  • marca da bollo di €16 da acquistare in tabaccheria (anche la marca da bollo la si può pagare online sull’apposito sito della domanda di cittadinanza);
  • gli indirizzi di residenza storica con le relative date. Per dimostrare la residenza ininterrotta di 10 anni in Italia, è necessario conoscere la data precisa di iscrizione presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza.
    Qualora si sia cambiato indirizzo all’interno dello stesso Comune, devono essere indicate le date di trasferimento dal vecchio al nuovo indirizzo.

Attenzione: tutti i documenti devono riportare le stesse generalità, pertanto, qualora ci siano differenze in tal senso nei documenti (ad esempio cambio nome dopo il matrimonio, luogo di nascita diverso ecc.) bisognerà produrre idonea documentazione attestante le esatte generalità.

Tutti i documenti esteri devono essere tradotti in lingua italiana e legalizzati, eccetto quelli redatti su modelli plurilingue previsti dalla Convenzione di Vienna.

La traduzione dei documenti può avvenire:

  1. Nello stato estero, presso le sedi diplomatiche (Ambasciata/Consolato italiano), che dovranno tradurre e legalizzare il documento. La versione italiana dovrà riportare il timbro “per traduzione conforme”;
  2. Con apposita Apostille, prassi consentita soltanto per i documenti dei cittadini dei Paesi che hanno aderito alla convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 “relativa all’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri”.L’Apostille é una specifica annotazione apposta da parte di un’Autorità apposita del proprio Paese che sostituisce la legalizzazione in Ambasciata.Quindi, in questi casi, lo straniero non deve rivolgersi all’Ambasciata/Consolato italiani per la legalizzazione dei documenti, ma alla competente autorità interna, designata da ciascun Stato, per ottenere l’apposizione del timbro Apostille sul documento.

Dove si chiede il certificato storico di residenza

Bisogna recarsi in Comune e chiedere il certificato dietro pagamento di marca da bollo. Se nel corso dei 10 anni si è cambiato Comune bisogna chiedere il certificato presso ogni Comune.

Autocertificato di residenza storica

Da un po’ di tempo è possibile autocertificare la propria residenza.
Ciò significa che, il richiedente cittadinanza, sotto la propria responsabilità, autodichiara la residenza attuale e le residenze degli ultimi 10 anni.
Verranno effettuati i controlli, quindi in caso di false dichiarazioni si verrà puniti penalmente.

Puoi scaricare su questo link il modulo per l’autocertificazione di residenza.

Il cd. buco di residenza

Alcune domande di cittadinanza possono essere respinte perché dalla documentazione presentata non risulta una residenza continuativa e ininterrotta.

Può capitare infatti che se non si comunicano i propri spostamenti all’ufficio anagrafe del Comune di residenza, si rischia di essere cancellati dalla popolazione residente.
Nel caso in cui non si risulta più iscritti nei registri della popolazione residente, la Prefettura invia un preavviso di rigetto cittadinanza italiana assegnando un termine di 10 giorni per allegare la documentazione necessaria al fine dimostrare l’effettivo possesso dei requisiti richiesti.

Reddito per cittadinanza italiana per residenza 2026

Per fare domanda di cittadinanza italiana per residenza, è indispensabile dimostrare il possesso di un reddito minimo.
Ossia:

  • 8.263,31€ per il richiedente cittadinanza senza coniuge né figli a carico;
  • 11.362,05€ per il richiedente cittadinanza con coniuge a carico;
  • 516,00€ in più per ogni figlio a carico del richiedente cittadinanza;
  • 8.779,31€ per il richiedente senza coniuge con 1 figlio a carico;
  • 9.295,31€ per il richiedente senza coniuge con 2 figli a carico;
  • 9.811,31€ per il richiedente senza coniuge con 3 figli a carico;
  • 11.878,05€ per il richiedente con coniuge e 1 figlio a carico;
  • 12.394,05€ per il richiedente con coniuge e 2 figli a carico;
  • 12.910,05€ richiedente con coniuge e 3 figli a carico.

Attenzione: è necessario dimostrare il possesso di tale reddito non solo per l’anno in cui si chiede la cittadinanza, ma anche per i 3 anni precedenti la richiesta di cittadinanza.
Il requisito di reddito deve essere mantenuto fino al giuramento e deve considerarsi l’importo lordo del reddito.

Se il reddito del richiedente cittadinanza non è sufficiente ai fini della domanda, possono essere presi in considerazione anche i redditi dei familiari appartenenti allo stesso stato di famiglia del richiedente.

Cittadinanza italiana per residenza senza reddito

Non è possibile inviare la domanda di cittadinanza italiana per residenza senza dimostrare il possesso di un reddito sufficiente.
Tuttavia, ai fini del possesso di questo requisito, possono considerarsi anche i redditi del proprio nucleo familiare.

Questionario cittadinanza pdf

Alla domanda di cittadinanza italiana per residenza deve essere obbligatoriamente allegato anche un nuovo documento, e potrà essere scaricato direttamente dal portale al momento della compilazione della domanda.

Come compilare il questionario per la cittadinanza italiana per residenza

Bisogna compilare il questionario con molta attenzione e bisogna rispondere in maniera precisa, facendo attenzione a non compiere errori grammaticali.
Saranno presenti 20 domande sulla vita personale, familiare e lavorativa del richiedente cittadinanza italiana.
Una volta compilato, dovrà essere ricaricato in pdf.
In questo link puoi scaricare il questionario della cittadinanza italiana.

Come presentare domanda di cittadinanza

Esclusivamente online, tramite il sito del Ministero dell’Interno disponibile al seguente link.

Terminata la procedura, verrò rilasciato il numero della pratica che servirà a verificare lo stato di avanzamento della propria richiesta. Per un approfondimento puoi leggere il seguente articolo: cittadinanza italiana, le varie fasi.

Errore compilazione domanda di cittadinanza

Se hai già inoltrato domanda di cittadinanza ma ti sei accorto di aver commesso degli errori, probabilmente la Prefettura se ne accorgerà subito e procederà al rifiuto della tua domanda. Con il rifiuto potrai compilare nuovamente la domanda e non sarà necessario pagare nuovamente il contributo di 250€.
Se invece il procedimento amministrativo è partito e il K10 è arrivato, potrai contattare la prefettura via pec o di persona e chiedere di correggere, ove possibile, l’errore commesso.

Domande frequenti sulla cittadinanza italiana per residenza

Si può fare domanda di cittadinanza senza reddito?

No, è necessaria la dimostrazione del reddito minimo. Puoi leggere l’importo nei paragrafi precedenti.

Ho ottenuto la cittadinanza italiana, anche i miei figli hanno diritto ad ottenerla?

Si, l’acquisto della cittadinanza italiana è automatico per i figli minorenni conviventi del cittadino italiano. I figli maggiorenni devono presentare una domanda autonoma.
Su questo articolo puoi leggere un approfondimento sulla cittadinanza italiana per figlio minore di cittadino italiano.

Quanto tempo ci vuole per avere la cittadinanza italiana per residenza?

I tempi previsti per la procedura sono di 3 anni dalla data di presentazione della domanda.
La nuova legge prevede un termine di 24 mesi, prorogabile fino a 36 mesi per le domande di cittadinanza presentate dopo il 21 dicembre 2020.

Quando dura il certificato penale per la cittadinanza italiana?

Ha validità di 6 mesi dalla data di rilascio.

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