Esclusione e cessazione della protezione internazionale
Esclusione e cessazione della protezione internazionale

Il permesso per protezione internazionale non mi è stato rinnovato, perché? 

Le cause che comportano la mancata riconferma della protezione internazionale sono l’esclusione e la cessazione. 

L’esclusione

Un soggetto titolare di protezione internazionale, qualora abbia commesso atti particolarmente gravi, potrebbe non avere più diritto alla protezione internazionale.

Più nello specifico, in virtù di specifiche clausole, l’esclusione coinvolge due categorie di persone:

  1. coloro cui è già stata riconosciuta la protezione internazionale, ossia sono già stati inclusi nel sistema di tutela;
  2. coloro che non hanno ancora ricevuto il titolo, ma cercano di fuggire da processi giudiziari recandosi in un altro paese.

L’art. 1F, ai punti a, b, c della Convenzione di Ginevra elenca le cause per cui un soggetto viene escluso dalla protezione internazionale.

  1. Crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l’umanità 
  • Crimini contro la pace: includono la pianificazione e l’iniziazione di una guerra in violazione dei trattati internazionali. Tali crimini vengono commessi da persone in posizione di autorità che rappresentano un’entità statale o non statale. 
  • Crimini di guerra: in conflitti armati internazionali o non internazionali, che includono l’uccisione o la tortura di civili, l’effettuazione di attacchi indiscriminati sui civili, la privazione di diritti e trattamenti umani nei confronti di civili e prigionieri di guerra.
  • Crimini contro l’umanità: includono genocidio, uccisione, stupro, tortura, perpetrati nel contesto di diffusi e sistematici attacchi contro i civili.
  1. Gravi crimini non politici
  • Non devono avere una valenza politica;
  • Devono essere commessi fuori dal paese di rifugio e prima dell’ingresso nel paese come rifugiato. 
  1. Atti contrari ai principi e valori dell’ONU
  • Si possono riferire a crimini che potrebbero influire sulla sicurezza internazionale e sulle relazioni pacifiche tra i paesi;
  • Si possono riferire a gravi violazioni dei diritti umani;
  • Le persone in grado di commettere tali crimini sono al potere in uno stato o in organismi para-statali.

I punti a e c vengono ripresi dalla Direttiva europea 2011/95 sulla protezione sussidiaria, agli art. 12 e 17; per quanto riguarda il punto b, esso, nel caso della protezione sussidiaria, riporta la dicitura generica “per reato grave”, tralasciando dunque gli aspetti non politici richiesti dalla Convenzione di Ginevra.

Cosa viene anche valutato:

  • La responsabilità individuale delle azioni: la persona potrebbe avere commesso dei crimini in prima persona o aver istigato, favoreggiato, obbligato terzi ad agire in tali modi. 
  • Lo stato mentale: chi ha commesso uno dei crimini precedenti potrebbe essere giudicato incapace di intendere, o perché minacciato di tortura o di morte, o per giovane età, o perché ha agito per necessità, per cause di forza maggiore o per costrizione. 

Nota bene:

  1. se la pena è già stata espiata, non si può applicare l’esclusione;
  2. i minori possono ricevere esclusione;
  3. se una persona è stata esclusa, quest’ultima potrebbe comunque essere protetta da un rimpatrio nel paese di origine se ciò dovesse comporta un rischio per la sua dignità personale o per la sua incolumità.

Cosa implica l’esclusione? 

  • La persona non in possesso di protezione è esclusa, perde quindi il diritto al riconoscimento della protezione internazionale.
  • La persona già in possesso di protezione internazionale invece, perde il titolo di rifugiato politico o di titolare protezione sussidiaria.  

La cessazione

La cessazione interviene invece quando sia stata già riconosciuta una forma di protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria) che quindi cessa di esistere.

Le clausole di cessazione della protezione internazionale, sono disciplinate dall’art. 1C, punti 1-6, della Convenzione di Ginevra.

I punti dall’1 al 4 si riferiscono al ristabilimento volontario nel paese di origine:

  1. La persona si è riaffidata alla protezione del proprio paese d’origine;
  2. Dopo aver perso la sua nazionalità, la persona la riacquisisce;
  3. La persona ha acquisito una nuova nazionalità e si avvale della protezione del suo nuovo paese;
  4. La persona si ristabilisce nel paese che aveva lasciato per paura di persecuzione.

I punti 5 e 6 si riferiscono a cambiamenti fondamentali che comportano la cessazione dello status, a prescindere dal consenso o volontà dell’interessato:

  1. la persona non può più rifiutare di avvalersi della protezione nel suo paese di origine/nazionalità;
  2. Le circostanze per cui una persona aveva ricevuto protezione cessano di esistere e la persona ha possibilità di rientrare nel suo paese di origine/nazionalità.

I cambiamenti possono far riferimento alla fine di una dittatura, di un conflitto armato o il timore di persecuzione, per cui era stata riconosciuta la protezione, è stato individuato e risolto.

È importante garantire che il cambiamento perduri nel tempo e che la protezione garantita altrove sia effettiva e disponibile.
È difficile che la cessazione avvenga su base individuale, tendenzialmente si riferisce a un sottogruppo di un paese.

Eccezioni alla cessazione

  1. Le necessità di protezione internazionale continuano su base individuale: coloro ai quali viene applicata la clausola di cessazione, possono richiedere che il loro caso venga riconsiderato secondo i requisiti della protezione internazionale.
  2. Per ragioni convincenti, ossia quando un soggetto ha subito una persecuzione particolarmente dura: es. testimoni e/o sopravvissuti a violenze, ex prigionieri di campi, persone severamente traumatizzate.
  3. Residenti a lungo termine: per non violare il diritto alla famiglia e alla dignità della vita privata.

La clausola di cessazione viene ripresa dalla Direttiva europea rispetto alla protezione sussidiaria agli artt. 11 e 16 della Direttiva Qualifiche 2011/95.

Cosa implica la cessazione? 

  • La persona cui cessa la protezione internazionale non può più goderne né ricevere assistenza.

Ricorda inoltre: l’art. 14 della Direttiva 2011/95 afferma che un paese può revocare, terminare, rifiutare di rinnovare lo status o la protezione sussidiaria nel caso in cui una persona sia considerata un pericolo per la sicurezza; o nel caso in cui un soggetto sia stato giudicato colpevole di aver commesso un reato grave e per questo costituisce un pericolo alla comunità.

 

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