Permesso di soggiorno per protezione speciale
Permesso di soggiorno per protezione speciale. Foto di Claudio Furlan

Tra le novità previste dal nuovo decreto Lamorgese, vi è anche l’introduzione di una nuova tipologia di permesso di soggiorno: quella per protezione speciale.

Cosa prevede il nuovo decreto Lamorgese

Il decreto introduce all’art. 32, c. 3, del D.lgs n. 25/2008, una nuova tipologia di  permesso di soggiorno. L’articolo stabilisce che nei casi in cui la Commissione territoriale non accolga la domanda di protezione internazionale e ricorrano i presupposti di cui all’articolo 19, commi 1 e 1.1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, la Commissione territoriale trasmette gli atti al questore per il rilascio di un permesso di soggiorno (biennale) che reca la dicitura “protezione speciale”, salvo che possa disporsi l’allontanamento verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga. Il permesso di soggiorno di cui al presente comma è rinnovabile, previo parere della Commissione territoriale, e consente di svolgere attività lavorativa.

Quali sono i requisiti per ottenerlo

Come riportato dall’art. 32, c. 3, la Commissione territoriale rilascia il permesso di soggiorno per protezione speciale, se non sussistono i presupposti della protezione internazionale, ma ricorrono i requisiti previsti dall’art. 19, commi 1 e 1.1, del Testo Unico Immigrazione, e cioè:

  • qualora, in caso di rientro, lo straniero possa essere perseguitato per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali;
  • qualora lo straniero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione;
  • qualora esistano fondati motivi di ritenere di essere sottoposti a tortura o a trattamenti inumani o degradanti;
  • qualora esistano fondati motivi di ritenere che l’allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, a meno che esso non sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale ovvero di ordine e sicurezza pubblica.

Per tali motivi, il permesso di soggiorno per protezione speciale è un permesso rilasciato al richiedente asilo che non possa ottenere la protezione internazionale, ma per cui la Commissione territoriale ritenga sussistenti il rischio di persecuzione o di tortura in caso di rientro nel paese di origine.

Inoltre la Commissione territoriale, nel riconoscere o meno la protezione speciale, terrà conto:

  • dei vincoli familiari del richiedente in Italia;
  • del suo effettivo inserimento sociale in Italia;
  • della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale;
  • nonché dell’esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d’origine.
Permesso di soggiorno per protezione speciale
Permesso di soggiorno per protezione speciale

L’inserimento sociale

Novità rilevante del nuovo comma 1.1 dell’art. 19 è «l’effettivo inserimento sociale in Italia» del richiedente.
Cosa significa?
La Commissione, interrogando il richiedente, dovrà tenere conto del suo periodo di permanenza sul territorio nazionale, prendendo in considerazione – ad esempio – da quanto tempo il richiedente è in Italia, come trascorre le sue giornate, se cerca di integrarsi nel territorio italiano, se parla la lingua italiana, se frequenta corsi di formazione, di studio e così via.

Verificherà, sostanzialmente, se è ben integrato nel territorio italiano.

Il permesso di soggiorno per protezione speciale dunque, può essere rilasciato anche in assenza di motivi di persecuzione o tortura nel paese di origine. E cioè, la Commissione può riconoscere un protezione speciale qualora valuti positivamente l’inserimento sociale del richiedente in Italia.

Il rilascio da parte della Questura

Nel comma 1.2 dello stesso articolo 19, si specifica che, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale e se ricorrano i requisiti previsti ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale.

Tuttavia, la domanda di rilascio di protezione speciale, può essere presentata direttamente in Questura. Quest’ultima rilascerà il permesso con la dicitura in oggetto  previo però parere della Commissione territoriale.

Ciò è stato chiarito anche dal Tribunale di Bologna, con ordinanza del 6 maggio 2021, che ha condannato la Questura di Forlì ad accertare il diritto del ricorrente alla presentazione della domanda di rilascio del pds per protezione speciale e ordinando quindi al Questore ogni conseguente adempimento. 

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5 commenti
  1. Salve, ho cercato di avere informazioni ma non ho trovato nulla sul internet. Che diritti hanno le persone con il permesso protezione speciale? E dopo quanto tempo si puo chiedere la cittadinanza? Grazie in anticipo

    1. Salve, gli stessi diritti di chi ha un altro permesso. La sua domanda è un po’ troppo generica. Invece sulla sezione “cittadinanza” del sito può trovare le risposte. Qualora desideri parlare con un avvocato, può contattarci tramite la categoria “consulenza online”.
      Buona serata

  2. Salve, se ho questo tipo di permesso, posso andare e tornare dal mio stato di origine senza alcun problema? Avendo richiesto la protezione da quel stato. Grazie

  3. Salve. Dopo la richiesta di rinnovo del ps per ottenere l’indeterminato, sono uscito da territorio perché ero senza lavoro e senza casa., controllando mese scorso vedo che il permesso e pronto al ritiro e io non ci sono cosa posso fare per ritiro? Delegare qualcuno?

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