Permesso di soggiorno per vittime di violenza domestica
Permesso di soggiorno per vittime di violenza domestica

Nel contesto delle disposizioni di carattere umanitario, l’articolo 18-bis del Testo Unico sull’Immigrazione, introdotto dall’art. 4 del DL 93/2013, prevede un permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica. 

L’Art. 18-bis ha dato attuazione alla Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), in particolare all’art. 59 riguardante lo status di residente di vittime di violenza, che prevede appunto il rilascio di un titolo rinnovabile per tali soggetti di diritto. 

Definizione di violenza domestica

L’art 18-bis al primo comma fornisce una definizione di violenza domestica:

“si intendono per violenza domestica uno o più atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima.”

Destinatari del permesso di soggiorno per violenza domestica

Al fine di consentire al cittadino straniero di sottrarsi a questo tipo di violenza o abuso, nel caso in cui ci sia un concreto pericolo per la sua incolumità, è previsto il rilascio del permesso di soggiorno per violenza domestica da parte del Questore. 

In particolare, tale titolo di soggiorno può essere conferito alle persone che risultano essere vittime dei seguenti delitti:

  • maltrattamenti contro familiari o conviventi;
  • lesioni personali gravi e gravissime;
  • circostanze aggravanti; 
  • mutilazione di organi genitali femminili;
  • sequestro di persona;
  • violenza sessuale;
  • atti persecutori;
  • delitti previsti dall’Articolo 380 del codice di procedura penale, commessi in Italia nell’ambito di violenza domestica;

Tutte le disposizioni contenute nell’art. 18-bis si applicano, se compatibili, anche ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea e ai loro familiari.

Modalità di rilascio 

Nell’ambito di operazioni di polizia, di indagini o di un procedimento, il permesso per violenza domestica può essere rilasciato dal Questore:

  • previa proposta dell’autorità giudiziaria;
  • previo parere dell’autorità giudiziaria. 

Ai fini del rilascio l’autorità giudiziaria verifica la sussistenza delle condizioni di rilascio del permesso, in particolar modo la gravità e l’attualità del pericolo per l’incolumità personale, e comunica le stesse al Questore. 

Un’altra ipotesi di rilascio riguarda il caso in cui le situazioni di violenza emergano nel contesto di interventi assistenziali dei centri antiviolenza o dei servizi sociali specializzati nell’assistenza di vittime di violenza o, più in generale, dei servizi sociali territoriali. In questo caso, gli stessi servizi sociali hanno l’onere di produrre una relazione a prova della sussistenza delle condizioni, che verranno poi verificate dal questore. Anche in questo caso è comunque richiesto il parere dell’autorità giudiziaria competente. 

Durata, conversione e revoca

A seguito delle modifiche normative introdotte dal Decreto-legge 113/2018 (cd Decreto Salvini) che ha abrogato la protezione umanitaria, questo tipo di permesso di soggiorno reca la dicitura di “caso speciale”.

Pertanto, questo permesso di soggiorno ha la durata di 1 anno ed è convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo o in permesso di soggiorno per motivi di studio. 

Il titolo di soggiorno può essere revocato:

  • in caso di condotta incompatibile con le finalità del permesso;
  • se vengono meno le condizioni che giustificavano il rilascio.

Diritti garantiti

Questo permesso consente:

  • accesso ai servizi assistenziali;
  • svolgimento di lavoro subordinato e autonomo (compatibilmente con i requisiti minimi di età);
  • accesso allo studio;
  • iscrizione nell’elenco anagrafico. 

Documenti necessari al rilascio

  • 4 foto formato tessera (+ 2 foto formato tessera per eventuali figli);
  • 1 marca da bollo da € 16;
  • passaporto e fotocopia, se in possesso;
  • pagamento bollettino postale da € 30,46 (+ € 30,46 per eventuali figli);
  • certificato di residenza o contratto di affitto intestato al richiedente o dichiarazione di ospitalità;
  • fotocopia carta d’identità o del permesso di soggiorno o dichiarazione di ospitalità dei servizi sociali;
  • originale comunicazione di ospitalità e una fotocopia, ai sensi dell’art. 7 del testo unico sull’immigrazione, che si deve fare entro 48 ore all’autorità locale di pubblica sicurezza;
  • proposta o parere dell’Autorità Giudiziaria;
  • relazione dei servizi sociali, se richiesta.

Revoca del titolo ed espulsione del cittadino straniero condannato per violenza domestica

La normativa italiana prevede che al cittadino straniero condannato ad uno dei delitti menzionati nello stesso art. 18-bis, commessi in ambito di violenza domestica, possano essere disposte la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dal territorio nazionale. 

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