Prosieguo amministrativo minori stranieri non accompagnati
Prosieguo amministrativo minori stranieri non accompagnati

Quando un minore straniero non accompagnato, al compimento della maggiore età, pur avendo intrapreso un percorso di inserimento sociale, necessita di un supporto prolungato volto al buon esito di tale percorso finalizzato all’autonomia, il Tribunale dei Minorenni può disporre, anche su richiesta dei servizi sociali, l’affidamento ai servizi sociali – non oltre il compimento del 21° anno di età.

In altre parole, è possibile che una volta intrapreso il percorso di integrazione in prima e in seconda accoglienza, il minore possa trovarsi al compimento dei 18 anni nelle more di un percorso ancora non ultimato (a livello scolastico o lavorativo). Perciò, la legge prevede che il neomaggiorenne possa proseguire il percorso di integrazione all’interno della stessa struttura dove si trovava.

Questo permette di evitare l’interruzione immediata del percorso scolastico o lavorativo (quest’ultimo al seguito del compimento di 16 anni) e trovarsi in una condizione di disagio. 

Il prosieguo amministrativo prevede quindi la possibilità che il minore, una volta divenuto maggiorenne, possa essere titolare di un permesso di soggiorno per affidamento e permanere nella struttura oltre il diciottesimo anni di età.  

Al fine della valutazione dell’esistenza dei requisiti per richiedere il prosieguo è importante attivarsi ben prima del compimento della maggiore età. 

Come si richiede il prosieguo amministrativo?

  1. La richiesta del parere del Tribunale dei Minorenni

La domanda, in questo caso, non è presentabile direttamente in Questura perché è necessario un previo parere del Tribunale dei Minorenni: si tratta di una dichiarazione, una sorta di “nulla osta”. 

L’assistente sociale, il tutore o lo stesso minore con volontà di proseguire il suo percorso, deve richiedere il parere attraverso una comunicazione scritta.
Nella stessa sarà presente una relazione in cui si spiega il percorso intrapreso includendo tutti gli elementi importanti ai fini della valutazione: il percorso scolastico e di alfabetizzazione, l’eventuale iscrizione alla scuola media, gli attestati acquisiti, eventuali percorsi (es. di volontariato) che il minore non vuole interrompere…
La relazione va inviata al Tribunale dei Minorenni almeno 2 mesi prima del compimento dei 18 anni. 

La decisione del Tribunale dipende anche dalla peculiare situazione di vulnerabilità del minore, dalla quale possono derivare alcune difficoltà di inserimento.
Ad esempio, un minore che è arrivato in Italia all’età di 17 anni potrebbe non aver avuto sufficiente tempo per completare un percorso proficuo di integrazione; questo giustificherebbe la necessità di continuarlo oltre la maggiore età. 

  1. La richiesta del permesso di soggiorno

Una volta ottenuto il provvedimento da parte del Tribunale dei Minorenni, il neomaggiorenne (o gli assistenti sociali della comunità in cui risiede) potrà chiedere appuntamento per richiedere il permesso di soggiorno presso la Questura, tramite il kit postale. 

I documenti da presentare sono:

  • 4 foto tessere;
  • ricevuta di pagamento postale di € 30,46 (per permesso elettronico);
  • fotocopia dell’eventuale permesso di soggiorno (se già scaduto o ottenuto prima);
  • fotocopia del passaporto (se in possesso); 
  • fotocopia del decreto di affidamento del Tribunale dei Minorenni;
  • fotocopia del documento dell’affidatario;
  • fotocopia del provvedimento di nomina Tutore;
  • dichiarazione di ospitalità o certificato di residenza.

 

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