Il visto e il permesso di soggiorno per motivi di studio
Il visto e il permesso di soggiorno per motivi di studio

Tutti i cittadini extracomunitari che intendono studiare in Italia, per poter fare ingresso nel territorio italiano devono ottenere un visto per motivi di studio. Quest’ultimo potrà poi essere “convertito” in un permesso per motivi di studio.

Cos’è il visto per motivi di studio e come si ottiene

Il visto per motivi di studio consente al cittadino extracomunitario di età maggiore ai 14 anni e che intende intraprendere un percorso di studio in Italia, di fare ingresso nel territorio nazionale per un soggiorno di lunga durata ma a tempo determinato.

Il visto deve essere richiesto presso l’Ambasciata/Consolato italiano nel proprio paese di origine presentando una serie di documenti, tra cui:

  • formulario per la domanda del visto d’ingresso;
  • fototessere;
  • documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto;
  • disponibilità di un idoneo alloggio nel territorio nazionale: dichiarazione di ospitalità/prenotazione alberghiera;
  • iscrizione o pre-iscrizione al corso da seguire in Italia;
  • copertura assicurativa, per cure mediche e ricoveri ospedalieri salvo accordi o convenzioni con i Paesi d’origine (art. 39 c.3 T.U. n. 286/1998 e Direttiva 01.03.2000 del Ministero dell’Interno);
  • disponibilità della somma necessaria per il rimpatrio, comprovabile anche con l’esibizione del biglietto di ritorno;
  • dimostrazione della disponibilità in Italia dei mezzi economici di sussistenza per il soggiorno previsto.

Reddito minimo richiesto 2022

Cosa si intende per “mezzi economici di sussistenza”?

L’art. 4, comma 3 del TUI dispone che: i mezzi di sussistenza sono definiti con apposita direttiva emanata dal Ministro dell’interno, sulla base  dei criteri indicati nel documento di programmazione di cui all’articolo 3, comma 1.

E cioè, è richiesto un importo pari a non meno di 468,11€ per ogni mese di durata dell’anno accademico, quindi un reddito pari ad 6.085,43€ annuali.

L’importo fa riferimento alla circolare dell’INPS n. 148 del 18 dicembre 2020, avente per oggetto “Rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l’anno 2021.”, con la quale sono stati resi noti i valori del “assegno sociale”

La disponibilità in Italia di tali mezzi di sostentamento deve essere comprovata mediante garanzie economiche personali o dei genitori, o fornite da Istituzioni ed Enti italiani di accertato credito, comprese le Università, da Governi locali, da Istituzioni ed Enti stranieri considerati affidabili dalla Rappresentanza diplomatica italiana; non può essere dimostrata attraverso l’esibizione di una fidejussione bancaria, o di una polizza fideiussoria, né di denaro contante o garanzie fornite da terze persone.

La procedura relativa all’iscrizione, le scadenze da rispettare e i documenti da presentare per l’anno accademico 2021/2022, sono ben descritte nella circolare del MIUR Procedure per l’ingresso, il soggiorno e l’immatricolazione degli studenti stranieri/internazionali ai corsi di formazione superiore in Italia anno accademico 2021/2022“ a cui si rinvia.

Quali corsi è possibile frequentare

In base agli artt. 39 e ss TUI in combinato disposto con l’art. 46 del d.lgs n. 394/99, si possono frequentare:

  • corsi di studio (per maggiorenni) negli istituti di istruzione secondaria superiore, corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, percorsi di istruzione tecnica superiore e corsi di formazione superiore (art. 39 bis, comma 1, lett. a) TUI;
  • tirocini curriculari compresi nell’ambito di percorsi di istruzione tecnica superiore e formazione superiore, promossi da istituzioni di formazione superiore, istituti di istruzione tecnica superiore, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale;
  • corsi di formazione professionale e tirocini extracurriculari nell’ambito delle quote previste con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri dell’interno e degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Per maggiori dettagli sui corsi di studio frequentabili si vedano gli artt. 39 e ss del d.lgs. 286/98 nonché il punto 15 del decreto dell’11 maggio 2011 del MAECI.

Il permesso di soggiorno per motivi di studio

Una volta ottenuto il visto il cittadino extracomunitario, entro 8 giorni dall’ingresso nel territorio nazionale, dovrà presentarsi presso la Questura competente per territorio in base al suo domicilio, e richiedere il permesso di soggiorno per motivi di studio tramite la compilazione del kit postale.

Alla richiesta devono essere allegati:

  • fotocopia del passaporto o di un documento equipollente;
  • documentazione attestante l’iscrizione al corso di studi;
  • marca da bollo da 16€;
  • dimostrazione dei mezzi economici e di un alloggio idoneo;
  • copia della polizza assicurativa contro il rischio di malattia e infortuni;
  • ricevuta del versamento di 30,46€  per il rilascio del Permesso di Soggiorno in formato elettronico (PSE) da versare sul conto corrente postale n. 67422402 intestato a Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro con causale “importo per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico”;
  • pagamento di 30,00€ per le spese di spedizione del kit postale.

Tutti i documenti provenienti dall’estero devono essere tradotti e legalizzati.

Durata del permesso per motivi di studio

La durata del permesso di soggiorno per motivi di studio varia in base alla durata del corso presso cui si è iscritti.

Rinnovo

Il permesso di soggiorno per motivi di studio deve essere rinnovato, prima della sua scadenza, presso la Questura di riferimento tramite la compilazione del kit postale disponile presso gli uffici postali abilitati, presentando gli stessi documenti e sostenendo gli stessi costi di cui sopra. Infatti, lo studente straniero che ha fatto ingresso in Italia con un visto (tipo “D” nazionale) per motivi di studio, deve dimostrare di essere in possesso della medesima copertura economica richiesta per l’ingresso: non meno di 468,11€ al mese, pari ad 6.085,43€ annuali, del certificato di iscrizione all’Università e di tutte le condizioni già previste per il rilascio del permesso di soggiorno.

Sarà inoltre necessario presentare:

  • permesso di soggiorno in scadenza;
  • codice fiscale.

Il permesso di soggiorno per studio può essere rinnovato solo se il visto di ingresso è stato rilasciato per la frequenza di un corso di studio pluriennale.

Quanti esami servono per rinnovare il permesso per studio

Insieme alla documentazione richiesta, sarà inoltre necessario presentare copia della certificazione attestante il superamento di almeno 1 esame per il primo rinnovo e di almeno 2 esami per i successivi rinnovi (art. 46, comma 4, del DPR 31 agosto 1999, n. 394).

Tuttavia, per gravi motivi di salute o di forza maggiore, debitamente documentati, potrà anche essere rinnovato il permesso dello studente che superato solo un esame fermo restando il numero complessivo di rinnovi che non possono essere rilasciati per più di tre anni oltre la durata del corso di studio.

È prevista il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio anche ai fini della prosecuzione degli studi con l’iscrizione ad un corso di laurea diverso da quello per il quale lo studente straniero abbia fatto ingresso in Italia, ferma restando l’approvazione di tale variazione da parte delle autorità accademiche.

Lavorare con il permesso per motivi di studio, è possibile?

Secondo l’art. 14, comma 4 del d.P.R n. 394/99 il permesso di soggiorno per motivi di studio o formazione consente, per il periodo di validità dello stesso, l’esercizio di attività lavorative subordinate per un tempo non superiore a 20 ore settimanali, anche cumulabili per cinquantadue settimane, fermo restando il limite annuale di 1.040 ore.

Ricongiungimento familiare con il permesso per studio

Chi è in possesso di un permesso per studio può richiedere il nullaosta al ricongiungimento familiare.

Conversione

Il permesso di soggiorno per studio può essere convertito, prima della sua scadenza, nei limiti delle quote annuali fissate a norma del Decreto Flussi.

La richiesta di conversione deve essere presentata con il permesso per studio ancora valido ed occorre ottenere il nulla osta presso lo presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione competente.

Conversione “extra quote” da studio a lavoro

La conversione è consentita, senza necessità di rientrare nelle quote previste dal decreto flussi, per gli studenti che abbiamo conseguito un titolo accademico in Italia e per chi sia diventato maggiorenne in Italia.

Più nello specifico è possibile convertire il permesso di soggiorno da studio a lavoro senza necessità di quote, solo se il cittadino extra UE in possesso del permesso di soggiorno per studio, abbia completato un percorso di studi universitari in Italia, conseguendo uno dei seguenti titoli accademici:

  • laurea triennale;
  • laurea specialistica/magistrale;
  • diploma di specializzazione (minimo 2 anni);
  • dottorato di ricerca (minimo 3 anni);
  • master universitario di I livello (durata minima 1 anno – 60 crediti), cui si accede con la laurea;
  • master universitario di II livello (minimo 60 crediti universitari) cui si accede con il diploma di laurea, ex legge n. 341/90 o con la laurea specialistica o con la laurea magistrale;
  • attestato o diploma di perfezionamento post laurea di durata almeno 1 anno.

Se lo studente extracomunitario non abbia terminato il percorso di studi o abbia completato un semplice corso di formazione o un tirocinio formativo, potrà ottenere la conversione esclusivamente nell’ambito delle quote assegnate dal decreto flussi.

Per i documenti richiesti e la procedura necessaria alla conversione, si rinvia al PDF della prefettura. 

Approfondimento: conversione del permesso di soggiorno per studio in lavoro, procedura fuori quota

Da sapere

  1. Il visto per motivi di studio non è richiesto agli stranieri che siano già in possesso di un permesso per studio rilasciato da uno Stato dell’Unione e che intendano proseguire gli studi in Italia purché siano in possesso dei requisiti richiesti per il soggiorno in Italia.
  2. Lo studente straniero che fa il primo ingresso nel territorio italiano e presenta una richiesta di rilascio di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno deve sottoscrivere l’accordo di integrazione: strumento per facilitare l’integrazione del cittadino straniero in Italia.
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2 commenti
  1. buongiorno, sono sposato con donna indonesiana da un anno e il figlio di mia mogli che compie 18 anni a fine maggio vuole frequentare l’università la sapienza di roma. lui risulta in indonesia ancora a carico di mia moglie. io lavoro come impiegato statale nella scuola pubblica ultimo cud 30000 euro siamo in regime di separazione di redditi. Lei sta presentando domanda, insieme a mia figlia, di finanziamento per attività di street food con invitalia “resto al Sud”. Può fare ricongiungimento familiare o come studio? quale convenienza dei due? costi? entro quanto tempo conviene fare richiesta per poterlo iscrivere in tempo a roma? Grazie

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