Chiedere asilo in un altro Stato europeo
Chiedere asilo in un altro Stato europeo

Prima di spostarti in un altro Stato europeo per chiedere asilo anche lì, leggi questo articolo, proveremo a spiegarti come funzione il sistema Dublino e perché è importante.

Cos’è il Regolamento Dublino

La Convenzione di Dublino (Regolamento n.604/13), è una legge europea che stabilisce qual è il Paese competente ad esaminare la tua richiesta d’asilo.

Secondo il Regolamento, la domanda d’asilo può essere esaminata soltanto da un Paese europeo. Più nello specifico, il Paese che deve prendere in carico la richiesta di protezione internazionale deve essere il primo in cui il migrante è arrivato.

La ratio è far si che gli Stati rafforzino il proprio ruolo nel controllo delle frontiere, effettuando verifiche sull’immigrazione irregolare nello spazio europeo.
Ciò significa che, qualora tu chieda protezione internazionale in due Stati diversi, verrai rimandato nel Paese in cui hai fatto la prima richiesta di asilo.

I paesi aderenti al Regolamento Dublino sono 28: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Regno Unito.
Anche Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein lo applicano.

Come fanno a sapere che ho chiesto asilo in un altro Stato?

Quando si entra irregolarmente in Europa, le autorità prendono subito le tue impronte e le caricheranno in un database europeo chiamato Eurodac, tutti i Paesi aderenti al Dublino hanno accesso a questo database.
Grazie a questo sistema quindi, è possibile sapere da quale Stato sei entrato.

Ad esempio: sono entrato via mare in Italia, mi hanno preso le impronte e ho chiesto asilo. Non riesco ad ottenere un permesso in Italia e decido quindi di spostarmi in Francia. Chiedo asilo in Francia ma, una volta prese le impronte, le autorità francesi sapranno che ho già chiesto asilo in Italia.

Procedura Dublino

Cosa succede a questo punto? Si apre la cosiddetta procedura Dublino e cioè – come nell’esempio sopra – la Francia invierà una specifica richiesta di rinvio del migrante in Italia: se l’Italia si dichiara competente, verrai riportato in Italia. Se invece l’Italia si dichiara incompetente, la tua domanda sarà esaminata dalle autorità francese e dovrai soggiornare in Francia in attesa della decisione.
Tuttavia, è molto difficile che un paese aderente al Regolamento Dublino si dichiari incompetente, quindi, quasi sempre, scatta la procedura per il rientro nel Paese di primo ingresso.

Se rimani in Francia nonostante la decisione di trasferimento, la Francia non esaminerà la tua domanda di asilo e potresti essere comunque espulso verso l’Italia.
In alcuni casi, potrai essere trattenuto al fine di assicurare che la procedura di trasferimento vada a buon fine.

Se ti è stato comunicato il tuo trasferimento, puoi sempre opporti a tale decisione, presentando ricorso al giudice entro 60 giorni dalla notifica della decisione.

Il ricorso deve essere presentato con l’assistenza di un avvocato, ma se sei privo delle risorse economiche necessarie, hai diritto al gratuito patrocinio.

Se hai parenti in un altro Stato

Se hai un familiare in un altro Paese europeo, come il coniuge o figli minorenni, che siano titolari di protezione internazionale o di un permesso per richiesta asilo, potrai decidere di unirti a loro: dovrai specificare la richiesta per iscritto sul modulo C3.
Tuttavia, anche il tuo familiare dovrà esprimere la volontà di ricongiungersi con te.

Minorenni

Se sei invece un cittadino extracomunitario minorenne, entrato da solo in Italia e uno dei tuoi familiari ha un permesso di soggiorno valido in un altro paese Dublino, quel paese dovrebbe ritenersi responsabile dell’esame della tua richiesta d’asilo.
Per familiare deve intendersi: genitore, fratello/sorella, zio/a, nonni, a condizione che possono prendersi cura di te.
È importante comunicare alle autorità la presenta di parenti all’estero, al fine di procedere il prima possibile, ad una verifica dei legami di parentela ed, eventualmente disporre il trasferimento.

 

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