Salvini e il caso dell'ONG Open Arms
Salvini e il caso dell’ONG Open Arms

L’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini è attualmente sotto processo, è accusato di omissione di atti d’ufficio e di sequestro di persona.
Le accuse gravano per aver negato lo sbarco ai migranti sulle coste di Lampedusa a bordo della ONG spagnola Open Arms, nell’agosto del 2019.

Dopo la prima rotta balcanica del 2015 e gli accordi stipulati dall’UE per limitare l’arrivo dei migranti nel continente, il mondo ha assistito ad una serie di crisi umanitarie che hanno causato morti e sofferenze.

Avvenimenti che hanno portato nei paesi membri dell’UE, una vera e propria spaccatura tra chi era favorevole all’accoglienza e chi invece no.
I
n Italia è diventato argomento di dibattito pubblico e di schieramento politico, ha portato alla nascita di stereotipi e ad un incremento di opinioni razziste tra le menti del popolo.

Matteo Salvini ne ha dunque approfittato per far nascere i decreti Sicurezza sui quali, tra l’altro, ha basato tutta la sua campagna elettorale.

Il decreto Sicurezza e il decreto Sicurezza Bis

Dopo la sua ascesa al Governo come vicepremier, Matteo Salvini è riuscito, quasi immediatamente, a far approvare il primo decreto Sicurezza. Successivamente ha ottenuto anche un secondo decreto, dopo che la questione sbarchi coinvolgeva sempre di più l’opinione pubblica.

Il primo decreto sicurezza, in sintesi, aveva come scopo quello di agire e intervenire su disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione, contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa.

Con un totale di 40 articoli, le disposizioni sulle immigrazioni – tra le più corpose a dispetto delle due sulla lotta alla mafia – prevedevano:

  • rimpatrio immediato per condanne in primo grado in materia di: violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a un pubblico ufficiale;
  • abolizione della protezione umanitaria;
  • trattenimento nei centri di rimpatrio fino a 180 giorni;
  • revoca della cittadinanza se si è sospettati di terrorismo;
  • stanziamento per fondi rimpatri tra il 2019 e il 2020;
  • SPRAR: potevano accedere al circuito di accoglienza solo i titolari di protezione internazionale e i MSNA.

Nel decreto Sicurezza bis, si inserivano invece provvedimenti sanzionatori nei confronti delle ONG che non rispettavano i divieti di ingresso in acque nazionali.

Agosto 2019: i fatti della vicenda

Proprio il giorno in cui il decreto Sicurezza bis veniva emanato, l’Open Arms recuperava alcuni immigrati dal Mediterraneo. Necessitava quindi di un approdo d’urgenza sulle coste italiane. 

Salvini e i firmatari del decreto non fecero sconti alle urgenze: 150 persone rimanevano comunque bloccate in mare, tra cui 32 minori non accompagnati.

Successivamente la ONG spagnola, date le gravissime condizioni dei migranti a bordo, faceva ricorso al Tar Lazio avverso il decreto Sicurezza bis.
Il ricorso veniva accolto, 
revocando il divieto di ingresso in acque italiane.

Dal canto suo, Matteo Salvini, decideva di ricorrere al Consiglio di Stato e firmare un ulteriore divieto di entrata.

Il 16 Agosto veniva presentato alla procura di Agrigento un nuovo esposto: iniziavano a configurarsi le prime accuse penali contro il premier della Lega.
Data l’emergenza della situazione, il procuratore di Agrigento decideva di salire a bordo della Open Arms: accortosi delle condizioni igieniche precarie, nonché della forte tensione sulla nave, ordinava lo sbarco immediato.  

Il processo di Matteo Salvini

A novembre dello stesso anno l’ex Ministro dell’Interno, veniva indagato dalla procura di Agrigento per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio.

Nel febbraio 2020, il tribunale dei ministri di Palermo chiedeva l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini.

L’8 febbraio invece, con tanto di mascherina di Borsellino, Matteo Salvini atterrava a Palermo per affrontare l’udienza preliminare.

In aula è duro lo scontro con l’accusa presentata dal procuratore di Palermo e i 7 migranti che hanno chiesto di costituirsi, alleati con 11 associazioni tra cui: Open Arms, Mediterranea Saving Humans e Legambiente.

Per il 20 marzo è attesa la nuova udienza all’Ucciardone in cui interverranno le parti civili della difesa.

Tra l’inconsapevolezza di aver commesso un reato e di esser il primo ed unico accusato nel governo Conte I: il Matteo della sicurezza riuscirà ad uscirne indenne alla luce dei disagi che ha chiaramente provocato alle persone che gridavano aiuto?

 

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