Ottenere un visto per l’Italia è spesso il primo passo per poter entrare legalmente nel territorio italiano e nello spazio Schengen. Una delle domande più frequenti riguarda proprio i tempi di rilascio del visto, che possono variare in base al tipo di visto richiesto, al Paese in cui viene presentata la domanda e alla completezza della documentazione.
Per i visti di breve durata, la procedura è disciplinata dal Regolamento (CE) n. 810/2009, che stabilisce le regole comuni per il rilascio dei visti nell’area Schengen.
In linea generale:
- il visto Schengen di breve durata viene rilasciato entro circa 15 giorni;
- il termine può arrivare fino a 30 o 60 giorni in casi particolari;
- i visti nazionali di lunga durata (tipo D) possono richiedere anche diverse settimane o mesi.
Qual è il termine per il rilascio del visto
Il termine per la decisione sulla domanda di visto è stabilito dall’art. 23 del Regolamento (CE) n. 810/2009.
- Secondo tale disposizione, la decisione sulla domanda di visto deve essere adottata entro 15 giorni di calendario dalla presentazione della richiesta.
- Tuttavia, qualora sia necessario procedere a un esame più approfondito della pratica, il termine può essere prorogato fino a 30 giorni.
- In circostanze eccezionali, ad esempio quando sono richiesti ulteriori accertamenti o documenti integrativi, il termine per la decisione può essere esteso fino a un massimo di 60 giorni.
Questa tempistica riguarda principalmente il visto Schengen di breve durata (tipo C).
Se il consolato richiede documenti aggiuntivi, la procedura può subire un rallentamento.
Quanto tempo ci vuole per avere il visto per l’Italia
I tempi per ottenere un visto dipendono principalmente dalla tipologia di visto e da diversi fattori amministrativi.
1. Paese in cui viene presentata la domanda
Ogni consolato italiano gestisce un numero diverso di richieste.
Nei Paesi con elevata domanda di visti come India, Pakistan, Marocco, Bangladesh, le tempistiche possono essere più lunghe.
2. Completezza della documentazione
Una delle principali cause di ritardo è la documentazione incompleta.
Se mancano documenti essenziali, il consolato può chiedere integrazioni o sospendere temporaneamente l’esame della domanda.
Tra i documenti più richiesti vi sono:
- prova di disponibilità economica
- assicurazione sanitaria
- prenotazione del viaggio
- prova dell’alloggio.
3. Verifiche di sicurezza
Le autorità consolari effettuano controlli nei sistemi informativi europei, tra cui il Sistema Informativo Schengen.
Questi controlli sono finalizzati ad accertare l’eventuale presenza di segnalazioni di non ammissione, precedenti irregolarità in materia di immigrazione o possibili profili di rischio per la sicurezza.
Qualora emergano elementi che richiedano ulteriori verifiche, i tempi della procedura possono risultare più lunghi.
4. Periodi di alta richiesta
Durante alcuni periodi dell’anno come estate, festività natalizie, grandi eventi internazionali, le richieste di visto aumentano sensibilmente, causando tempi di attesa più lunghi.
Visto Schengen di breve durata (tipo C)
Il Visto Schengen tipo C consente di soggiornare nello spazio Schengen per un massimo di 90 giorni ogni 180 giorni.
I tempi medi sono:
- 10–15 giorni per la decisione;
- fino a 30 giorni se sono necessari controlli supplementari;
- fino a 60 giorni nei casi complessi.
Visto nazionale di lunga durata (tipo D)
Il visto nazionale (tipo D) è necessario quando lo straniero intende soggiornare in Italia per più di 90 giorni.
È richiesto, ad esempio, per:
- lavoro subordinato
- lavoro autonomo
- studio universitario
- ricongiungimento familiare
- residenza elettiva
I tempi medi possono variare tra 30 giorni, 60 giorni, 90 giorni o più in alcuni casi.
Come sapere se il visto è pronto
Dopo aver presentato la domanda, è possibile controllare lo stato della pratica attraverso diversi strumenti.
Tracciamento online
Molti consolati utilizzano centri esterni autorizzati per la raccolta delle domande, come VFS Global, TLS Contact o BLS International.
Questi servizi consentono di monitorare lo stato della domanda online tramite il codice di tracciamento ricevuto dopo l’invio della domanda di visto.
Comunicazioni del consolato
In alcuni casi il consolato invia una email o un SMS quando il passaporto è pronto per il ritiro.
Consegna del passaporto
Quando il visto è stato rilasciato, il richiedente può ritirare il passaporto presso il centro visti o riceverlo tramite servizio di corriere, se disponibile.
Quanto costa il visto per l’Italia
Il costo del visto per l’Italia è stabilito dalla normativa europea.
Per il Visto Schengen tipo C le tariffe sono:
- 90 euro per gli adulti
- 45 euro per i minori tra 6 e 12 anni
- gratuito per i minori sotto i 6 anni.
Alcune categorie possono beneficiare dell’esenzione dal pagamento, ad esempio:
- studenti in viaggio per motivi di studio
- ricercatori
- familiari di cittadini dell’Unione Europea.
Cosa succede in caso di rifiuto del visto
Quando la domanda di visto viene respinta, il richiedente riceve una comunicazione formale di diniego da parte dell’autorità consolare.
Rifiuto del visto per motivi di lavoro
Se il rifiuto riguarda un visto per lavoro (ad esempio lavoro subordinato o autonomo), è possibile impugnare il provvedimento. Il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni al Tribunale Amministrativo Regionale.
Rifiuto del visto per motivi familiari
Una disciplina diversa si applica quando il rifiuto riguarda un visto per motivi familiari, ad esempio per ricongiungimento familiare.
In questi casi, la competenza non appartiene al giudice amministrativo ma al Tribunale di Roma, trattandosi di diritti legati alla tutela dell’unità familiare.
Il ricorso:
- si presenta al Tribunale di Roma – sezione specializzata in immigrazione;
- non è soggetto al termine di 60 giorni previsto per i ricorsi amministrativi.
Questo significa che il ricorso può essere presentato anche oltre tale termine, fermo restando l’interesse concreto ad agire e la necessità di dimostrare il diritto al rilascio del visto.
In ogni caso, prima di presentare ricorso è sempre opportuno analizzare attentamente le motivazioni del rifiuto, per valutare se sia più efficace avviare un procedimento giudiziario oppure presentare una nuova domanda di visto con documentazione corretta.
Rifiuto del visto per familiare di cittadino italiano
Un altro caso riguarda il visto per familiare di cittadino italiano, richiesto ad esempio dal coniuge straniero, dal partner unito civilmente o da altri familiari che hanno diritto a raggiungere il cittadino italiano.
Questa tipologia di visto è disciplinata dal Decreto Legislativo n. 30/2007, che recepisce in Italia la normativa europea sulla libera circolazione dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari.
In presenza dei requisiti previsti dalla legge, il visto non è discrezionale, ma costituisce un vero e proprio diritto del familiare.
Se il consolato rifiuta il visto, il familiare può proporre ricorso al Tribunale di Roma, chiedendo al giudice di accertare il diritto all’ingresso in Italia.
Anche in questo caso il ricorso non è soggetto al termine di 60 giorni previsto per i ricorsi amministrativi, perché mira alla tutela del diritto all’unità familiare, riconosciuto dalla normativa europea e nazionale.






