Data ultimo aggiornamento: 08.01.2026
Nuove disposizioni sul visto ricongiungimento familiare con cittadino italiano e per familiari di cittadini UE
A partire dal 1° giugno 2024, sono entrati in vigore importanti modifiche nella procedura di rilascio dei visti per i familiari stranieri di cittadini italiani e dell’Unione Europea che desiderano ricongiungersi con il familiare residente in Italia.
Le nuove disposizioni, introdotte con la modifica dell’art. 23 del D.L. 30/2007, segnano un cambiamento significativo nelle modalità di gestione di tali richieste.
Principali novità: il visto nazionale per motivi familiari
Con le nuove norme, non sarà più possibile rilasciare un visto di corto soggiorno (VSU) per turismo o visita a familiare a coloro che desiderano ricongiungersi con un cittadino italiano o UE. Al suo posto, verrà rilasciato un visto nazionale (VN) per motivi familiari, come previsto dal D.I. 850/2011, Allegato A, punto 10, con le seguenti caratteristiche:
- Durata: 365 giorni, con ingressi multipli.
- Gratuità: il visto sarà rilasciato senza costi, come previsto dall’art. 5, comma 3 del D.L. 30/2007.
- Obbligo di permesso di soggiorno: i familiari dovranno, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, presentare domanda di permesso di soggiorno per motivi familiari tramite il kit postale presso gli uffici postali.
Non è richiesto il rilascio del nulla osta da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI).
Quali familiari hanno diritto al ricongiungimento?
Le persone che possono beneficiare di questo visto sono individuate dall’art. 2 del D.L. 30/2007 e comprendono:
- Coniuge.
- Partner registrato (se l’unione è equiparata al matrimonio secondo la legislazione dello Stato membro di residenza).
- Discendenti diretti:
- Di età inferiore ai 21 anni.
- A carico del cittadino italiano/UE o del suo coniuge/partner.
- Ascendenti diretti a carico del cittadino italiano/UE o del suo coniuge/partner.
- Adottati, adottanti e minori sotto tutela o affidamento permanente in base alla L. 184/1983.
Requisiti e documentazione necessari
I richiedenti del visto devono fornire i seguenti documenti:
- Lettera di invito del familiare italiano/comunitario, che dichiari l’intenzione di esercitare il diritto all’unità familiare.
- Documento d’identità del familiare residente in Italia.
- Documentazione di stato civile attestante il rapporto di parentela o il matrimonio/partnership, tradotta e legalizzata.
- Dimostrazione del carico economico, ove previsto, tramite prova di entrate economiche regolari da parte del familiare residente.
Differenze per soggiorni brevi (meno di 3 mesi)
- Per i familiari che accompagnano o raggiungono il cittadino italiano o UE per periodi inferiori a 3 mesi, continueranno a essere rilasciati i visti per turismo con trattamento agevolato e gratuità ma con verifica del rapporto di parentela.
- Per i familiari non contemplati nell’art. 2 del D.L. 30/2007, le richieste saranno valutate come ordinarie domande di visto per turismo.
Costi visto ricongiungimento familiare con cittadino italiano
Il visto per motivi familiari è rilasciato a titolo gratuito (art. 5 comma 3 D.Lgs. 30/2007).
Cosa deve fare il familiare del cittadino italiano una volta entrato in Italia
Dopo l’ingresso in Italia con il visto nazionale per motivi familiari, il familiare del cittadino italiano o UE ha 8 giorni di tempo per regolarizzare la propria posizione e ottenere il permesso di soggiorno (circolare Ministero Interno 400.8/2023/1Div).
Passaggi obbligatori:
- Richiedere il permesso di soggiorno per motivi familiari entro 8 giorni dall’ingresso:
- Il familiare deve presentare la domanda compilando l’apposito kit postale disponibile presso gli uffici postali abilitati, in alcune città è possibile presentare la richiesta direttamente in Questura.
- La richiesta deve includere la documentazione che attesti il rapporto familiare e il visto nazionale.
- Documenti necessari per il permesso di soggiorno:
-
- Copia del visto rilasciato.
- Copia del passaporto in corso di validità.
- Lettera di invito e documentazione che confermi il legame familiare (come l’atto di matrimonio o l’unione registrata trascritta in Italia).
- Rilascio del permesso di soggiorno:
Una volta completata la procedura, il familiare otterrà un permesso di soggiorno per motivi familiari, con possibilità di rinnovo in base alla situazione familiare e al rispetto delle normative.
Durante il periodo di elaborazione della domanda, il familiare può soggiornare regolarmente in Italia grazie alla ricevuta della richiesta postale.
Familiari di cittadini italiani esenti dalla richiesta di visto
Non tutti i familiari di cittadini italiani devono richiedere un visto per entrare in Italia e ottenere il permesso di soggiorno. Alcuni familiari di cittadini italiani possono entrare in Italia senza la necessità di richiedere un visto, se il loro passaporto consente l’ingresso senza visto. Questo riguarda i cittadini di Paesi con accordi bilaterali che prevedono l’esenzione dal visto per soggiorni di breve durata.
In base alla normativa vigente, i coniugi e i parenti entro il secondo grado conviventi con cittadini italiani possono richiedere il permesso di soggiorno anche senza visto di ingresso, a condizione che:
- Il loro passaporto consenta l’ingresso senza visto;
- Siano conviventi con il cittadino italiano e abbiano documentazione che lo dimostri.
Inoltre, tali familiari sono considerati inespellibili, secondo quanto stabilito dall’art. 19, comma 2 del D.Lgs. 286/1998, e hanno il diritto di regolarizzare la loro posizione sul territorio italiano.
Permesso di soggiorno senza visto di ingresso
Ai sensi dell’art. 28 del D.P.R. 394/1999, i familiari conviventi con cittadini italiani possono richiedere un permesso di soggiorno per motivi familiari, presentando direttamente la domanda tramite il kit postale presso gli uffici abilitati, allegando:
- Documento che attesti il rapporto di parentela (es. atto di matrimonio, certificato di nascita).
- Prova della convivenza con il cittadino italiano (es. certificato di stato di famiglia o residenza).
Implicazioni delle nuove norme
Questa riforma risponde alle raccomandazioni della Commissione Europea, che ha richiesto un maggiore allineamento delle normative italiane con le disposizioni europee. Tuttavia, comporta cambiamenti significativi per i richiedenti, tra cui l’obbligo di ottenere un visto nazionale per soggiorni prolungati e la presentazione della domanda di permesso di soggiorno una volta in Italia.





