Ingresso fuori quota, entrare in Italia senza decreto flussi
Ingresso fuori quota, entrare in Italia senza decreto flussi

Il Legislatore ha previsto, per determinate categorie di lavoratori stranieri, la possibilità di fare ingresso nel Territorio Nazionale al di fuori delle quote annualmente individuate con il cosiddetto “decreto flussi”.

L’ingresso ed il soggiorno “in casi particolari” sono disciplinati dall’articolo 27 del d.lgs. 286/98 in combinato disposto con l’articolo 40 del dpr 394/99, e prevede le seguenti categorie di lavoratori:

  1. dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell’Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell’Unione europea;
  2. lettori universitari di scambio o di madre lingua;
  3. i professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico;
  4. traduttori e interpreti;
    Attenzione, per tali categorie la richiesta deve essere presentata o direttamente dall’interessato, corredandola del contratto relativo alla prestazione professionale da svolgere in Italia, oppure dal datore di lavoro in caso di assunzione in qualità di lavoratore subordinato, nonché del titolo di studio o attestato professionale di traduttore o interprete, specifici per le lingue richieste, rilasciati, rispettivamente, da una scuola statale o da ente pubblico o altro istituto paritario, secondo la legislazione vigente nello Stato del rilascio, debitamente vistati.
  5. collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all’estero da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell’Unione europea residenti all’estero che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;
    Attenzione: il rapporto di lavoro domestico deve essere già stato instaurato da almeno un anno e deve essere acquisito il contratto di lavoro autenticato dalla rappresentanza diplomatica o consolare;
  6. persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro;
  7. lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di attuazione;
    Attenzione: se trattasi di dipendenti da società straniere appaltatrici dell’armatore chiamati all’imbarco su navi italiane da crociera per lo svolgimento di servizi complementari si osservano le specifiche disposizioni di legge che disciplinano la materia e non è necessaria l’autorizzazione al lavoro. I relativi visti d’ingresso consentono la permanenza a bordo della nave anche quando la stessa naviga nelle acque territoriali o staziona in un porto nazionale. In caso di sbarco, si osservano le disposizioni in vigore per il rilascio del permesso di soggiorno. Restano ferme le disposizioni in vigore per il rilascio dei visti di transito;
  8. lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all’estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall’estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche;
  9. lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero;
  10. personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;
  11. ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;
  12. artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell’ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;
    Attenzione: per i lavoratori dello spettacolo il nullaosta al lavoro, comprensivo del codice fiscale, è rilasciato dalla Direzione generale per l’impiego – Segreteria del collocamento dello spettacolo di Roma e dall’Ufficio speciale per il collocamento dei lavoratori dello spettacolo per la Sicilia di Palermo, per un periodo iniziale non superiore a dodici mesi, salvo proroga, che, nei casi di cui alla lettera n), può essere concessa, sulla base di documentate esigenze, soltanto per consentire la chiusura dello spettacolo ed esclusivamente per la prosecuzione del rapporto di lavoro con il medesimo datore di lavoro. Il rilascio del nullaosta è comunicato, anche per via telematica, allo Sportello unico della provincia ove ha sede legale l’impresa, ai fini della stipula del contratto di soggiorno per lavoro;
  13. stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91;
  14. giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;
  15. persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l’Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate “alla pari”;
  16. infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private.

Il nullaosta al lavoro per casi particolari non può essere concesso per un periodo superiore a quello del rapporto di lavoro a tempo determinato e, comunque, per un periodo massimo pari a due anni, prorogabile per ulteriori due anni.

Infine, il nullaosta al lavoro e il permesso di soggiorno possono essere rinnovati in costanza dello stesso rapporto di lavoro, previa presentazione, da parte del richiedente, della certificazione comprovante il regolare assolvimento dell’obbligo contributivo e, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il nullaosta non può essere utilizzato per un nuovo rapporto di lavoro. 

I permessi di soggiorno rilasciati a norma del presente articolo non possono essere convertiti.

Procedura

L’invio della domanda avviene tramite il servizio di inoltro telematico del Ministero dell’Interno.

La domanda deve essere inviata allo Sportello Unico (fatte eccezione, come già specificato, di alcune categorie come i lavoratori dello spettacolo o gli sportivi, il cui ingresso, per questi ultimi passa attraverso il CONI), utilizzando gli appositi moduli predisposti dal Ministero dell’Interno sul proprio portale.

Per i casi di competenza dello Sportello Unico, quest’ultimo acquisirà i pareri della Questura e della Direzione Provinciale del Lavoro e, in caso di esito positivo, rilascerà il nulla osta al lavoro al datore di lavoro.

Il cittadino extracomunitario che si trova nel suo paese di appartenenza, una volta ricevuto dal datore di lavoro in originale il nulla osta, deve recarsi – entro 120 giorni dal suo rilascio – presso la Rappresentanza Diplomatica o Consolare italiana per richiedere il visto di ingresso.

Ottenuto il visto ed entrato in Italia, il lavoratore straniero deve recarsi presso lo Sportello Unico per sottoscrivere il contratto e richiedere il permesso di soggiorno per lavoro con la normale procedura del kit postale.

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