Permesso di soggiorno per residenza elettiva
Permesso di soggiorno per residenza elettiva

Il permesso di soggiorno per residenza elettiva (art. 11 DPR 394/99 e succ. mod.; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000) può essere richiesto (e ottenuto) da tutti gli stranieri che intendono stabilirsi in Italia e che riescono a dimostrare di potersi mantenere con autosufficienza, pur senza svolgere nessuna attività lavorativa.

Requisiti necessari

Il permesso per residenza elettiva può essere rilasciato:

  1. allo straniero titolare di un visto di ingresso per residenza elettiva (Decreto Interministeriale dell’11 maggio 2011);
  2. allo straniero che era titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo o per motivi familiari, a titolo di conversione del permesso di soggiorno (art.14, comma 1, lett. d del Reg.Att. 394/1999). Questa è l’ipotesi del lavoratore che, terminata l’attività lavorativa, arriva a disporre di una pensione di anzianità o di invalidità da lavoro, o al familiare che percepisce una pensione da superstite, o a chi percepisce una pensione sociale.

Chi può richiederlo

  • Il cittadino straniero titolare di un visto di ingresso per residenza elettiva;
  • Il cittadino straniero titolare di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, autonomo o per motivi familiari, a titolo di conversione del permesso di soggiorno;
  • Il cittadino straniero in qualità di familiare di un cittadino comunitario;
  • Il cittadino straniero dipendente del Vaticano.

Procedura per l’ottenimento del permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno per residenza elettiva può essere ottenuto tramite due distinte modalità:

  • Rilascio del visto per residenza elettiva.
    In questo caso il richiedente richiede il visto presso il consolato/ambasciata italiana di riferimento nel paese di residenza. Valutati i requisiti, il visto viene rilasciato entro 90 giorni dalla richiesta.
  • Rilascio del permesso di soggiorno per residenza elettiva.
    Nei primi 8 giorni di residenza in Italia, lo straniero deve presentare alla Questura del territorio competente la richiesta per il permesso di soggiorno per residenza elettiva tramite gli uffici postali abilitati, compilando il relativo modulo di richiesta ed allegando la documentazione a supporto. 

Documenti necessari

La domanda di rilascio del permesso di soggiorno, come detto, deve essere presentata presso gli uffici postali abilitati (Circolare del Ministero dell’Interno del 7 Dicembre 2006), su moduli appositi, allegando i seguenti documenti:

  1. fotocopia di tutte le pagine del passaporto o di altro documento equipollente;
  2. fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di un’abitazione in Italia (visura catastale o atto di compra-vendita dell’immobile, contratto di locazione, etc…);
  3. fotocopia della documentazione attestante la disponibilità di adeguate risorse economiche provenienti da rendite (pensioni, vitalizi), dal possesso di proprietà immobiliari, da stabili attività economico-commerciali o da altre fonti di reddito, diverse dal lavoro subordinato;
  4. ricevuta del bollettino postale prepagato (euro 27,50) per il rilascio del permesso di soggiorno.

Durata, rinnovo e revoca

La durata del visto è di 1 anno, rinnovabile in Italia presso la Questura territorialmente competente a condizione che i requisiti originali continuino ad essere validi.

Il permesso di soggiorno non può essere rinnovato o prorogato quando risulta che lo straniero ha interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre sei mesi, salvo che l’interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri gravi e comprovati motivi.

Decorsi 5 anni, è possibile richiedere la Carta di soggiorno di lungo periodo, con validità di ulteriori 5 anni.
Dopo 10 anni è possibile richiedere la cittadinanza italiana.

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3 commenti
  1. Salve. Ho mia sorella che da 12 ani in Italia. Sei ani fa a subito un incidente andando lavorare in moto, rimanendo invlida civile 31 % con una piccola pensione. Senza un contratto di lavoro Questura di Parma non gli lo rinnova. Coza si po’ fare? Grazie di cuore.

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