L’assegno di inclusione è una misura di sostegno economico introdotta dal decreto legge n. 48/2023 e destinata ai nuclei familiari in condizioni di disagio economico.
Chi può percepire l’assegno di inclusione
L’assegno di inclusione spetta ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni:
- disabilità;
- minorenne;
- con almeno 60 anni di età;
- in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.
L’importo dell’assegno di inclusione è determinato in base alla situazione reddituale del nucleo familiare e al numero dei componenti. L’indennità non può avere un importo inferiore a 480€ all’anno.
L’assegno di inclusione è erogato per un periodo di 18 mesi, con possibilità di rinnovo per ulteriori 12 mesi. L’erogazione avviene tramite una carta prepagata ricaricabile, che può essere utilizzata per l’acquisto di beni di prima necessità.
Per poter fare domanda è necessario:
- non essere sottoposto a misura cautelare personale o a misura di prevenzione;
- non avere sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e seguenti del codice di procedura penale (cosiddetto “patteggiamento”), intervenute nei 10 anni precedenti la richiesta.
Requisiti richiesti per i cittadini stranieri
- lo straniero che chiede l’assegno di inclusione deve essere residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. La residenza in Italia è richiesta anche per i componenti del nucleo familiare che rientrano nei parametri della scala di equivalenza;
- deve essere in possesso di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo oppure titolare di protezione internazionale (asilo politico o protezione sussidiaria.
Requisiti economici
Per presentare domanda di inclusione è necessario essere in possesso di:
- ISEE, in corso di validità, non superiore a 9.360,00€
- Valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6.000€ annui, moltiplicata per l’apposita scala di equivalenza dell’assegno di inclusione (la soglia passa a 7.560 euro annui in presenza di determinate condizioni del nucleo familiare);
- Valore del patrimonio immobiliare, come definito ai fini dell’ISEE, diverso dalla casa di abitazione di valore ai fini dell’Imposta municipale propria (IMU) non superiore a 150.000€, non eccedente i 30.000€;
- Valore del patrimonio mobiliare, come definito ai fini Isee, non superiore a 6.000€ per i nuclei formati da un solo componente, 8.000€ per i nuclei formati da due componenti, 10 mila€ per i nuclei formati da tre o più componenti (soglia aumentata di 1.000€ per ogni minorenne successivo al secondo).
Come fare domanda
Per richiedere l’assegno di inclusione è necessario presentare domanda all’INPS, attraverso il servizio online “Assegno di inclusione” o presso un patronato.
La domanda deve essere presentata dal richiedente o da un suo delegato.
Per presentare la domanda online è necessario:
- essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS o CIE);
- avere un indirizzo di posta elettronica attivo;
- accedere al servizio online “Assegno di inclusione” del sito dell’INPS.
La domanda può essere presentata anche presso un patronato, in questo caso il richiedente dovrà fornire i documenti necessari alla compilazione della domanda.
I documenti necessari
Per presentare la domanda di AdI, sono necessari i seguenti documenti:
- documento di identità valido del richiedente;
- permesso di soggiorno valido del richiedente, se cittadino straniero;
- attestazione ISEE del nucleo familiare;
- certificato di disabilità, se presente;
- certificato di nascita, se presente un minorenne;
- certificato di residenza, se presente un componente con almeno 60 anni di età.
L’iter di valutazione
La domanda viene valutata dall’INPS che verifica la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge.
In caso di esito positivo, l’INPS comunica al richiedente l’accoglimento della domanda e l’importo dell’AdI che verrà erogato.
Per maggiori informazioni sull’assegno di inclusione vi inviamo a consultare la pagina del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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