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Residenza senza permesso di soggiorno
Residenza senza permesso di soggiorno

Data ultimo aggiornamento: 08.03.2024

Residenza senza permesso di soggiorno

In Italia la residenza è un diritto fondamentale di ogni cittadino, italiano o straniero che consente di godere di una serie di diritti e servizi pubblici, come l’assistenza sanitaria, l’istruzione o la previdenza e assistenza sociale.

Tuttavia, per gli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno, ottenere la residenza può essere difficile.
La legge italiana, infatti, prevede che la residenza possa essere concessa solo a coloro che sono in possesso di un permesso di soggiorno valido.

L’iscrizione all’anagrafe è essenziale per molti adempimenti amministrativi, come il rilascio della patente di guida o l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, ed è inoltre indispensabile per l’acquisto della cittadinanza italiana.

Come fa uno straniero ad avere la residenza in Italia

Per gli stranieri che hanno un permesso di soggiorno valido, ottenere la residenza è un processo relativamente semplice.
La richiesta deve essere presentata all’ufficio anagrafe del Comune dove si vive (in alcuni comuni è possibile fissare l’appuntamento online).

Ci si deve recare personalmente all’ufficio anagrafe del Comune e compilare e firmare un modulo di richiesta.
In generale, per poter chiedere la residenza, è necessario presentare:

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Residenza con il permesso di soggiorno scaduto

Il permesso di soggiorno scaduto può comportare la cancellazione della residenza nel proprio Comune.

La cancellazione dai registri dell’Anagrafe del Comune di dimora abituale o di residenza avviene nei seguenti casi:

  • per trasferimento della residenza in altro Comune o all’estero;
  • per irreperibilità accertata a seguito del censimento generale della popolazione;
  • quando le autorità non riescono a trovare la persona presso la residenza dichiarata a seguito di ripetute verifiche negative;
  • a causa del mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale se sono trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno e non si è provveduto a fare domanda di rinnovo del permesso. In questo caso il Comune provvede ad avvisare l’interessato invitandolo a provvedere nei successivi 30 giorni.

In pratica, il rinnovo dell’iscrizione anagrafica è obbligatorio ogni volta che viene rinnovato il permesso di soggiorno.

Se la residenza non viene rinnovata entro 6 mesi dalla data della scadenza del permesso di soggiorno, il cittadino straniero riceve un invito da parte dell’Ufficio Servizi Demografici. Avrà quindi ulteriori 30 giorni per poter consegnare la dichiarazione di residenza all’ufficio, esibendo il nuovo permesso di soggiorno, in caso contrario il Comune procederà alla cancellazione dall’anagrafe.

Richiesta residenza con ricevuta permesso di soggiorno

La ricevuta del permesso di soggiorno è un documento che attesta l’avvenuta presentazione della domanda di permesso di soggiorno. Essa viene rilasciata dall’Ufficio postale al momento della presentazione della domanda.

In alcuni casi quindi, è possibile procedere all’iscrizione anagrafica di cittadini stranieri extracomunitari prima che il permesso di soggiorno venga rilasciato solo per i seguenti casi specifici:

  • iscrizione anagrafica in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno, sia se già iscritti in anagrafe, sia se mai iscritti (direttiva Min. Int. 5 Agosto 2006 e Circolare Min. Int. n. 42 del 17.11.2006);
  • iscrizione anagrafica per motivi di lavoro subordinato nell’ambito della procedura del decreto flussi (chi ha già stipulato il contratto di soggiorno in Prefettura) (direttiva Min. Int. 20/02/2007 e Circolare Min. Int. n. 16 del 2.4.2007);
  • iscrizione anagrafica per motivi di ricongiungimento familiare (Circolare Min. Int. n. 43 del 2/8/2007);
  • iscrizione anagrafica di minori stranieri in attesa di adozione (direttiva Min. Int. 21/02/2007);
  • iscrizione anagrafica di cittadino discendente da avo italiano in attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana “jure sanguinis” (Circolari Min. Int. n. 32 del 13/6/2007 e n. 52 del 28/09/2000);
  • richiedenti protezione internazionale.
Rientri in una di queste categorie e il Comune non ti ha dato la residenza?

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Residenza per le persone senza fissa dimora

Le persone senza fissa dimora, spesso, si trovano in difficoltà a ottenere la residenza. Ciò è dovuto a diversi fattori, tra cui:

  • l’assenza di un domicilio fisso;
  • la mancanza di documenti;
  • la difficoltà di accesso ai servizi pubblici

La legge italiana prevede che le persone senza fissa dimora possano essere iscritte all’anagrafe del Comune di residenza nel luogo del proprio domicilio, ovvero nel Comune in cui la persona vive di fatto e, in mancanza di questo, nel Comune di nascita.

In pratica, le persone senza fissa dimora possono richiedere la residenza presso il Comune in cui si trovano, anche se non hanno un domicilio fisso, in una via fittizia.

L’art. 2 comma 3 della L. n. 1228/54, modificato dalla legge 94/2009, stabilisce che «la persona che non ha fissa dimora si considera residente nel comune dove ha stabilito il proprio domicilio. La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, è tenuta a fornire all’ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio».

In tal caso, ai fini dell’iscrizione anagrafica, non è necessario indicare un preciso indirizzo utile a rintracciare la persona e non è necessario procedere agli accertamenti relativi all’abitualità del domicilio, perché esso è sostanzialmente oggetto di una libera elezione da parte della persona senza fissa dimora (Ministero dell’Interno – Direzione generale dell’Amministrazione civile, circ. n. 1/1997).

Dunque, qualora la persona viva per strada, ma abbia comunque in un determinato Comune la sede degli affari e interessi potrà comunque acquisire la residenza, potendo il Comune ricorrere a un indirizzo convenzionale in una via territorialmente non esistente.

Come ottenere una residenza fittizia

Ottenere la residenza per le persone senza fissa dimora può essere un processo lungo e difficile, ma è importante non arrendersi. Con l’aiuto di un’associazione o di un centro di accoglienza, è possibile ottenere la residenza e godere dei diritti e dei servizi pubblici che essa comporta.

Ecco alcuni consigli per richiedere la residenza per le persone senza fissa dimora:

  • informati sui requisiti per ottenere la residenza nel Comune di residenza;
  • raccogli tutta la documentazione necessaria in anticipo;
  • se possibile, rivolgiti a un’associazione o ad un centro di accoglienza.

Le associazioni e i centri di accoglienza possono fornire assistenza gratuita per la richiesta di residenza, possono aiutare le persone senza fissa dimora a raccogliere la documentazione necessaria, a compilare la domanda e a seguire la procedura amministrativa.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra residenza e iscrizione anagrafica?

La residenza è la condizione di chi ha la sua dimora abituale in un determinato Comune. È un diritto fondamentale di ogni cittadino, italiano o straniero, che consente di godere di una serie di diritti e servizi pubblici.

L’iscrizione anagrafica è il procedimento attraverso il quale si dichiara la propria residenza presso un determinato Comune. È un atto amministrativo che viene effettuato presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza.

Può avvenire l’iscrizione anagrafica di cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno?

Si, ma è necessario essere in possesso della ricevuta della richiesta di permesso di soggiorno. L’iscrizione anagrafica con la ricevuta può avvenire solo nei casi specifici sopraelencati.

Come fa uno straniero a prendere la residenza in Italia?

Se è in possesso del permesso di soggiorno o della ricevuta (per casi specifici), è possibile chiedere ed ottenere la residenza presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune di domicilio.

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